Chi siamo.... 
Slow Food è nata come associazione italiana nel 1986 nelle Langhe Cuneesi, mentre il Movimento Internazionale è stato fondato a Parigi nel 1989.
Se Slow Food è diventato un grande movimento internazionale, che conta oggi oltre sessantamila soci in tutto il mondo, di cui circa la metà in Italia, è proprio perché il concetto di "piacere" è un concetto complesso, che racchiude in sé molti significati e chiama in causa aspetti diversi della nostra esistenza.
La sede centrale di Slow Food è a Bra, una cittadina del Basso Piemonte. Da qui si diramano i contatti con una fitta rete di sedi locali, i convivia, che, in Italia e all'estero, fanno da cassa di risonanza e al contempo da centri generatori di attività, dibattiti, laboratori, iniziative in genere.
Un continuo e reciproco feed-back.

Ma Slow Food è anche una casa editrice specializzata in turismo ed enogastronomia che ha in catalogo circa quaranta titoli e una rivista "SLOW" edita in cinque lingue: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.
I progetti e le attività di Slow Food sono molti e vanno dalle "Tavole Fraterne", azioni di intervento solidale in zone del mondo come il Brasile e la ex-Jugoslavia dove il piacere è un po' meno di casa, al lavoro di recupero di una biodiversità alimentare sempre più minacciata.
Con l'Arca del Gusto è stato fatto il primo passo in questa direzione: l'individuazione e la catalogazione - in continuo aggiornamento purtroppo - di quei prodotti, piatti, animali o piante che rischiano di scomparire. Ma l'Arca aveva bisogno di una traduzione pratica e così abbiamo fatto il secondo passo con i Presìdi Slow Food: appoggio economico e supporto comunicativo a gruppi o a individui che si impegnino nella salvaguardia di un prodotto dell'Arca. C'era poi bisogno anche della fase pubblica, del riconoscimento ufficiale: è nato così il Premio Slow Food, la cui prima edizione è stata celebrata nell'ottobre 2000 a Bologna.

Perché, tornando alla consapevolezza, ragionare sul piacere che questo mondo ci può dare non può prescindere dalla necessità di mantenere un equilibrio di rispetto e di scambio con l'ambiente: ecco perché ci piace definirci "ecogastronomi"; perché siamo sicuri che il nostro piacere non può non essere legato al piacere degli altri, ma allo stesso modo è legato all'equilibrio che sapremo mantenere con l'ambiente che ci ospita.
Le strade da percorrere sono molte, e quasi tutte in salita: ma siamo in tanti e abbiamo buone gambe. Abbiamo iniziato con il mondo del VINO, che in Italia negli ultimi 15 anni ha letteralmente cambiato pelle; abbiamo continuato con il complicato universo dei FORMAGGI creando una manifestazione biennale come Chesse che offre il meglio della produzione mondiale ed abbiamo un appuntamento come il Salone del Gusto, giunto ad ottobre 2000 alla sua terza edizione. Questi sono gli incontri con il grande pubblico. Perché la consapevolezza per essere fruttuosa deve essere diffusa. Anche per questo motivo dedichiamo grandi energie a quella che chiamiamo Educazione al Gusto, tramite i Laboratori, i corsi di degustazione e le iniziative nelle scuole rivolte alle future generazioni. Dalla consapevolezza al benessere e ritorno, dunque, in un viaggio sempre nuovo affascinante e vario come affascinanti sono state, nel corso dei secoli, le risposte che l'uomo e la natura hanno saputo trovare ad una esigenza ben più complicata della sopravvivenza fisica: quella del PIACERE
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