Orario di apertura al pubblico
Lunedì, martedì, giovedì: 8.30-17.00
Mercoledì, venerdì: 8.30-14.00 e 14.30-17.00
Modalità di accesso alla sala di studio
La consultazione dei documenti dellArchivio Storico, libera e gratuita, avviene solo su prenotazione e previa presentazione di un documento di riconoscimento.
Riproduzione documenti
Per quanto riguarda la riproduzione dei documenti si ricorda che:
non è consentita la riproduzione fotostatica dei
documenti archivistici;
è consentita la riproduzione fotografica dei documenti archivistici a
cura degli studiosi o dei professionisti di fiducia dell'Ufficio Archivio
Storico, da eseguirsi nei locali dell'Archivio stesso;
in ogni caso nessuna riproduzione potrà essere eseguita senza la preventiva
autorizzazione della Responsabile dell'Ufficio Archivio Storico.
tel. 0161 596282/5 fax 0161 596283
e-mail: VC0073b@biblioteche.reteunitaria.piemonte.it
Attività
didattica e visite guidate:
Con
l’obiettivo di avvicinare gli allievi delle scuole dell’obbligo e delle
scuole medie superiori all’archivio ed alle testimonianze storiche in esso
conservate, potranno essere concordate, su richiesta dei docenti interessati,
visite guidate nel corso delle quali saranno presentati dall’archivista alcuni
documenti significativi per la storia cittadina.
Potranno
essere altresì concordate visite guidate da parte di studenti universitari,
gruppi e associazioni.
Per
informazioni:
Responsabile
dell’Ufficio Archivio Storico: Patrizia Carpo
Tel.:
0161/596285 0161/596282
e-mail: vc0073b@biblioteche.reteunitaria.piemonte.it
Cenni
storici:
Formatosi
contestualmente alla nascita del Comune nel sec. XII, annovera tra i suoi fondi
anche documenti anteriori a tale epoca. Subì nel corso degli anni dispersioni e
perdite a causa di svariate vicende storiche, ma nonostante alcune lacune si può
considerare d’ingente consistenza e fonte preziosa per lo studio della storia
di Vercelli.
Di
rilevante importanza sono soprattutto i documenti medievali, tra i quali il
famoso cartario vercellese denominato Biscioni, nome che deriva forse dal
fatto che sulle legature originali doveva essere raffigurato il “biscione”,
stemma dei Visconti, signori di Vercelli nel periodo della sua compilazione,
verso la metà del sec. XIV. Il cartario si compone di quattro codici, formanti
un doppio esemplare, che raccolgono le copie autentiche notarili di 1271
documenti, il più antico dei quali, un diploma imperiale di Carlo il Grosso,
risale all’882.
Di
grande rilievo è anche la serie delle pergamene, oltre mille, che inizia
con documenti del sec. XI.
Essa
comprende diplomi imperiali a favore della chiesa di Vercelli, acquisti e
cessioni di castelli, terre e beni fatti dal Comune, giuramenti di fedeltà,
concessioni di cittadinanza, sottomissioni di vari signori, imposizioni di fodri,
precetti, bandi, patti stipulati tra il Comune di Vercelli e altri comuni, atti
della Lega Lombarda, fondazione di borghi franchi, trattati di pace, ecc. Sono
quasi tutti documenti originali.
Di
notevole interesse sono pure, non solo per la conoscenza della storia di
Vercelli, ma della regione subalpina nei secoli XII e XIII i codici dei Pacta
(394 documenti dal 1165 al 1335), delle Investiture e degli
Acquisti, i quali raccolgono per la maggior parte documenti originali.
Nell’Archivio
sono conservati anche i due codici degli Statuti comunali: uno del 1241,
storicamente molto importante, e l’altro del 1341. Il primo è fra i più
antichi corpi statutari che possano vantare i comuni italiani. Il secondo è
ornato da miniature.
Altri
pregevoli codici, di grande interesse sono: il Libro di matricola dei notai
(1397-1722), contenente il “signum tabellionis” originale di 496 notai, il Libro
dei privilegi, delle franchigie e delle immunità della città di Vercelli (1428-1570)
e il Libro di provisioni e patti (sec. XVI).
Una
vasta sezione dell’Archivio ospita gli atti notarili, in una collezione
che va dal sec. XIV al sec. XVIII, formatasi grazie ad un editto del 1586 di
Carlo Emanuele I, che ordinava ai notai di consegnare tutti i loro strumenti al
podestà della città.
Un’altra
sezione conserva gli atti amministrativi del Comune, tra i quali: Ordinati e
deliberazioni, a partire dal 1386 fino alla fine del. sec. XIX; Libri di
taglia dal 1379 al 1793; Libri dei debiti e dei crediti dal 1397 al
1599; Piante e disegni (circa mille, a partire dal sec. XVI).
Un’altra
sezione raccoglie importanti archivi privati: Arborio Biamino, Olgiati, Ayazza,
Ranzo.
Nell’Archivio
sono conservati inoltre manifesti (dal 1528 al 1850) e fotografie.