REGOLAMENTO

PER LE

ADUNANZE DEL

CONSIGLIO  COMUNALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INDICE

 

TITOLO I°

Principi generali

 

Art.     1       : Oggetto del Regolamento

 

TITOLO II°

Del Consiglio Comunale

 

CAPO I°

Disposizioni preliminari

 

Art.       2      : Luogo delle adunanze consiliari

Art.       3      : Polizia dell’Assemblea consiliare

Art.      4      : Persone ammesse nella sala delle adunanze e nello spazio pre-consiliare

                       attiguo

Art.      5      : Disciplina del pubblico

 

 

CAPO II°

Della convocazione del  Consiglio comunale

 

 

Art.        6     : Convocazione

Art.        7     : Avviso di convocazione

Art.        8     :Contenuto dell’avviso di convocazione

Art.        9     : Avvisi di seconda  convocazione

Art.       10    : Avviso al pubblico

Art.       11    : Ordine del giorno

Art.       12    : Rifiuto di iscrizione di argomenti all’ordine del giorno

Art.      13     : Deposito e consultazione degli atti relativi agli argomenti iscritti all’ordine del

                       giorno

 

CAPO III°

            Dello svolgimento delle adunanze consiliari

 

Art.      14    : Apertura dell’adunanza

Art.      15    : Numero legale

Art.       16    : Presidenza delle sedute

Art.      17    : Attribuzioni ed incompatibilità del Presidente

Art.      18    : Partecipazione e compiti del Segretario

Art.      19    : Partecipazione dei dirigenti e dei responsabili  dei servizi

Art.      20    : Pubblicità e segretezza delle sedute

Art.      21    : Verifica del numero legale

Art.       22    : Comunicazioni

Art.       23    : Argomenti ammessi alla trattazione

Art.       24    : Ordine di trattazione degli argomenti   e procedimento di formazione degli

                       Atti

CAPO IV°

Della discussione

 

Art.      25    : Questione pregiudiziale e sospensiva

Art.      26    : Apertura della   discussione

Art.      27    : Intervento dei componenti  del Consiglio

Art.      28    : Fatto personale

Art.       29    : Mozione d’ordine

Art.      30    : Presentazione  di emendamenti

Art.       31    : Discussione e votazione degli emendamenti

Art.      32    : Chiusura della discussione

 

CAPO V°

Della votazione

 

Art.      33    : Dichiarazioni di voto

Art.      34    : Sistemi di votazione

Art.       35    : Votazione palese

Art.      36    : Votazione segreta

Art.      37    : Votazione per singole parti

Art.       38    : Ordine delle votazioni

Art:      39    : Astensione facoltativa e obbligatoria dei componenti del Consiglio   dalla     

                      votazione

Art.      40    :  Approvazione delle proposte e nomine

Art.       41    : Nomina     di rappresentanti della minoranza

Art.       42    : Votazione infruttuosa per parita’ di voti

Art.       43    :proposte  non approvate e proposte respinte

Art.       44    : Designazione degli scrutatori

Art.      45    : Proclamazione dell’esito della votazione

 

CAPO VI°

Della verbalizzazione

 

Art.      46    : Redazione del processo verbale delle adunanze

Art.      47    : Contenuto del verbale

Art.      48    : Approvazione e rettifica dei verbali

 

 

CAPO VII°

 

Interrogazioni, istanze di sindacato ispettivo, mozioni

e proposte di deliberazione

 

Art.      49    : Diritto di presentazione

Art.      50    : Primo firmatario e sua sostituzione

Art.       51    : Interrogazioni

Art.      52    : Istanze  di sindacato ispettivo

Art.      53    : Mozioni

Art.      54    : Trattazione delle mozioni

Art.      55    : Proposte di deliberazione

 

CAPO VIII°

Particolari  deliberazioni Consiliari

 

Art.      56    : Mozione     di sfiducia

Art.      57    : Commissioni     di indagine

Art.      58    : Istituzione del difensore Civico – Funzioni e modalità   di nomina.

Art.       59    : Decadenza dei componenti  del Consiglio  ed impedimento permanente del

                       Sindaco

 

CAPO IX°

Disposizioni finali e transitorie

 

Art.       60    : Adozione dei regolamenti comunali

Art.      61    : Modificazione ed abrogazione del presente regolamento

Art.       62    : Norma transitoria

Art.      63    : Norma di rinvio

Art.      64    : Entrata in vigore del presente regolamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO I°

PRINCIPI GENERALI

 

 

ARTICOLO 1

OGGETTO  DEL REGOLAMENTO

 

 

 

 

1.         Il presente regolamento e’ volto a disciplinare la   convocazione, le adunanze ed il funzionamento del Consiglio Comunale per assicurare un ordinato e regolare svolgimento  delle sedute.

 

2.         Le norme contenute nel presente  Regolamento     sono esplicative delle     disposizioni di legge in materia  e dello Statuto Comunale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO II°

DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

CAPO I°

DISPOSIZIONI PRELIMINARI

 

 

ARTICOLO 2

LUOGO DELLE ADUNANZE  CONSILIARI

 

 

 

 

1.     Le sedute del Consiglio      si tengono, di regola, nell’apposita  sala del palazzo, che e’ il domicilio legale del Comune e la sede della sua rappresentanza.

 

2.     Il Presidente del Consiglio Comunale, tuttavia, quando ricorrano circostanze   speciali od eccezionali, o gravi giustificati motivi di ordine pubblico o di forza maggiore, puo’ determinare, promovendo motivata notizia alla cittadinanza mediante pubblici avvisi.

 

3.     Il luogo di riunione non puo’ essere individuato fuori dal territorio del Comune.

 

4.     Nei giorni   di seduta sarà esposta nel Palazzo Comunale la bandiera nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  3

Polizia  dell’assemblea consiliare

 

 

 

 

1.     Chi presiede l’adunanza del Consiglio  deve assicurare l’osservanza delle leggi e dei regolamenti, mantenere l’ordine  e la regolarità delle discussioni; puo’ nelle sedute pubbliche, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, ordinare che venga espulso chiunque del pubblico disturbi il regolare svolgimento dei lavori; per tali adempimenti  puo’ avvalersi dei Vigili Urbani. Ha facoltà di sospendere e di sciogliere l’adunanza.

 

2.     Chi del pubblico e’ stato espulso dalla sala consiliare non puo’ esservi   riammesso per tutta la durata dell’adunanza.

 

3.     Il Presidente ha altresi’ facoltà  di espellere   dall’aula per tutta la durata dell’adunanza il Consigliere  intemperante, in caso      di persistenza del medesimo anche a seguito   di sospensione della seduta.

 

4.     Lo scioglimento dell’adunanza puo’  essere disposto dal President6e nei casi   di ravvisata impossibilità  di proseguire la seduta, salvo l’obbligo   di denuncia ove l’azione     di disordine o di  disturbo  configuri  gli estremi del reato.

 

5.     I componenti del Consiglio, nello svolgimento delle loro  funzioni, sono considerati pubblici ufficiali.

 

6.     Chi presiede l’adunanza puo’  chiedere l’intervento della forza pubblica, che puo’ accedere in aula solo   su sua  autorizzazione, previa sospensione della seduta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  4

PERSONE AMMESSE NELLA SALA  DELLE ADUNANZE

E NELLO SPAZIO PRE-CONSILIARE ATTIGUO

 

 

1.     Le adunanze del Consiglio Comunale, di massima, sono pubbliche.

 

2.     Chiunque puo’ assistere alle sedute, che non siano segrete, nello spazio   all’uopo riservato.

 

3.     Nella sala consiliare e nello spazio attiguo possono avere accesso, durante la seduta, i soli componenti del consiglio in carica, gli Assessori oltre al Segretario ed al Vice segretario, nonche’ gli impiegati e gli uscieri addetti al servizio e, a richiesta del Presidente, a seconda delle materie  in discussione, funzionari o tecnici incaricati per gli adempimenti     di competenza.

 

4.     Deve essere riservato idoneo spazio  ai componenti   il Collegio dei Revisori dei Conti, che  sono invitati alle riunioni, per  disposizione regolamentare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  5

DISCIPLINA DEL PUBBLICO

 

 

 

1.     Chiunque acceda alla sala   delle riunioni consiliari deve mantenere un     contegno corretto e non      puo’      portare armi   di sorta.

 

2.     In caso di disordini, il Presidente   si atterrà a quanto previsto nel precedente art. 3.

 

3.     E’ vietato ai Componenti del Consiglio ed alle persone che assistono alle riunioni consiliari  utilizzare strumenti   di registrazione delle sedute, fatto salvo  il diritto di informazione     riservato   alla Stampa. Nella sala consiliare, nel corso delle sedute, e’ alotresi’  vietato    conversare mediante telefoni cellulari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPO II°

DELLA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

 

ARTICOLO  6

CONVOCAZIONE

 

 

 

I

1.     Il Consiglio comunale,  fatte salve le deroghe  di legge, e’ convocato  dal Presidente, cui compete altresi’ la fissazione del giorno  dell’adunanza, ogniqualvolta se ne presenti   la necessità.

 

2.     L’iniziativa della convocazione   spetta altresi’:

a)    al Sindaco;

b)    al quinto dei Consiglieri assegnati al Comune, mediante  richiesta  scritta al Presidente, da presentarsi   con le forme previste dall’art. 11, comma 3, dello Statuto   Comunale.

 

3.     L’iniziativa della convocazione   spettante al Sindaco e ad  un quinto dei consiglieri  non puo’ riguardare argomenti gia’ iscritti all’Ordine del giorno e non trattati in precedenti sedute.

 

4.     Il Presidente decide     sull’ammissibilità della richiesta     che deve   riguardare  questioni     di competenza  del Consiglio e compatibili      con le disposizioni     di legge e di Statuto comunale.

 

5.     In ogni caso la  riunione deve aver luogo entro venti giorni dall’avviso di convocazione  del Presidente o dalla presentazione delle richieste  di cui al comma precedente.

 

6.     In caso d’urgenza il Presidente, con sua insindacabile valutazione, puo’  disporre la convocazione del Consiglio, rispettando un preavviso  di almeno  ventiquattro ore.  In questo caso ogni deliberazione  puo’ essere rinviata a maggioranza assoluta     dei presenti.

 

7.     L’assenza, l’impedimento od il rifiuto a convocare l’adunanza deve risultare da formale  giustificazione, attestazione o dichiarazione.

 

8.     L’iniziativa della convocazione del Consiglio spetta altresi’ al Prefetto, nei casi  e nei modi previsti  dalla legge.

 

9.     Le riunioni  di seconda convocazione   sono disciplinate dalla legge.

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  7

AVVISO DI CONVOCAZIONE

 

 

1.     La convocazione  del Consiglio     avviene con avvisi scritti,   da consegnarsi al domicilio eletto nel Comune  da ciascun   Consigliere.

2.     La consegna deve risultare da referto       di avvenuta notificazione.

3.     I Consiglieri   residenti in località     fuori   dal territorio del Comune eleggono, ove non indichino   specifico  recapito, ai sili  fini  del  presente articolo, il proprio   domicilio presso la Segreteria del Comune presso la quale  l’avviso     viene depositato. Dall’avvenuto deposito  e’ data notizia  al Consigliere comunale mediante telegramma.

4.     L’avviso di convocazione, con allegato   l’ordine del giorno, deve essere  pubblicato all’Albo pretorio     del Comune, comunicato al Prefetto, notificato   ai componenti  del Consiglio ed agli Assessori, nonche’ inviato  ai revisori  dei Conti nei seguenti  termini:

a)    Almeno otto giorni liberi prima dell’adunanza, quando  si tratti di normali  convocazioni;

b)    Almeno ventiquattro ore prima  dell’adunanza, quando     si tratti     di convocazioni   d’urgenza o quando     si integri   d’urgenza l’ordine  del giorno.

 

5.     Nell’avviso di prima  convocazione puo’ essere indicata   anche la data  della seconda convocazione della seduta, da tenersi in altro giorno.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  8

CONTENUTO DELL’AVVISO  DI CONVOCAZIONE

 

 

1.     L’avviso   di convocazione   deve indicare:

a)    Da chi proviene l’iniziativa  della convocazione;

b)    Il giorno, l’ora ed il luogo  della convocazione;

c)     L’indicazione se trattasi di prima o di seconda  convocazione

d)    La menzione dell’urgenza, quando del caso;

e)    La data e la firma     del Presidente o di chi ne fa le veci.

 

2.      L’avviso   di convocazione della prima seduta, successiva alle elezioni, e’ disposta dal sindaco nei termini   prescritti dall’art. 1, commi 2bis e 2 ter, della  Legge 25 marzo 1993, n. 81 come integrato dall’art. 1 della Legge 15 ottobre 1993, n. 415.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  9

AVVISO DI CONVOCAZIONE

 

 

 

1.     La seconda  convocazione, che      succede ad una precedente   dichiarata  deserta per mancanza  del numero legale, e’ fatta     con avvisi   scritti nei modi e termini stabiliti     dagli articoli precedenti.

 

2.     Se nell’avviso     di prima  convocazione   e’ indicato   anche il giorno   della seconda, l’avviso  per quest’ultima   e’ rimesso ai  soli componenti del Consiglio  non  intervenuti  nella prima, sempreche’ altri argomenti non siano aggiunti all’ordine del giorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  10

AVVISO AL PUBBLICO

 

 

 

 

1.     L’elenco degli argomenti da trattarsi in ciascuna seduta deve, sotto la responsabilità del direttore del settore Atti Amministrativi, essere  pubblicato all’Albo Pretorio, nei termini previsti dall’art. 7 del presente regolamento.

 

2.     Gli avvisi di convocazione delle sedute  sono  partecipati  alla cittadinanza a mezzo     degli organi  di stampa e di informazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO  11

ORDINE DEL GIORNO

 

 

 

 

1.     L’ordine del giorno   delle riunioni del Consiglio comunale  e’ stabilito   dal Presidente del Consiglio, salvo     quanto previsto nel  comma successivo.

 

2.     .Nei casi previsti   dall’art.   16, comma 2, lett. B) e c), dello Statuto, l’ordine del giorno  e’ stabilito  dal Presidente del Consiglio, che deve inserire anche  gli argomenti contenuti      nelle richieste   del sindaco e dei Consiglieri, eccezione fatta per gli ordini del giorno, di cui  all’art. 25, comma 2, dello Statuto, che possono essere presentati e discussi nel contesto     delle comunicazioni.

 

3.     Il Sindaco ed i Consiglieri possono   presentare  proposte di deliberazione o mozioni    su questioni     di   competenza del Consiglio comunale o di  specifico interesse della comunità. Le modalità della loro presentazione  sono disciplinati dagli artt. 53 e 55 del presente regolamento.

4.