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EX CHIESA DI SAN MARCO LA
STORIA
La
Chiesa abbaziale di San Marco, di fondazione duecentesca, acquista la sua
configurazione definitiva solo nel ‘400; a questo periodo pare
attribuibile un imponente ciclo decorativo di affreschi, fin ora poco
conosciuto, che probabilmente si sviluppava sia sulle pareti che sulle
volte. Alcuni
frammenti attualmente conservati al Museo Borgogna, testimoniano l’alta
qualità degli affreschi, opera di artisti vercellesi. Una cosiddetta quarta
navata, adiacente alla navata di sinistra era formata da cappelle
gentilizie, anch’esse affrescate, un tempo aperte verso la Chiesa, ora
chiuse da quel lato e accessibili dal retro poiché vendute a privati;
queste cappelle conservano i loro affreschi originali, ammalorati e
danneggiati dagli interventi degli attuali proprietari che le usano come
garages o depositi.
Al
fine di creare depositi per le derrate e ghiacciaie fu realizzata la
sopraelevazione del piano di calpestio originario della chiesa con la
formazione di locali interrati attualmente accessibili I 120 stalli collocati all’interno della Chiesa tra i quali “brentatori e garzoni in camiciuola di tela azzurra, con i numerosi clienti affollavano le navate” suggerirono alla fantasia popolare per la Chiesa di San Marco la denominazione di Il Serraglio, nome ancora oggi non del tutto dimenticato. Attraverso queste vicende la Chiesa di San Marco è divenuta un edificio surreale dall’età indefinita; guardando la facciata dominata dalla iscrizione Mercato Pubblico MDCCCLXXXIV si intravedono, nell’ombra dietro le grandi vetrate ottocentesche, le volte delle sue navate gotiche.
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